C. Merlo risponde sull’Arte Scenica

Consigli sulla Tecnica e la Formazione Artistica dell’Attore.

PER UNA CARRIERA “SERIA” NELLO SPETTACOLO E PER LA FORMAZIONE – PERFEZIONAMENTO DELL’ATTORE NEL TERZO MILLENNIO.

DAL 2008 AL 2010 DOMANDE E RISPOSTE NELLE RIVISTE DI CINEMA E TEATRO “ALL CASTING MAGAZINE” E “PROVE APERTE”.

D: Gentile Carlo Merlo, sono un’attrice di 32 anni che lavora a Milano. La mia formazione è di origine teatrale, ma ho lavorato anche per fiction Rai e in pubblicità, che mi hanno dato molta meno soddisfazione ma più soldi e popolarità, ahimè. Le scrivo perchè ho letto le sue esaurienti risposte nell’ambito della recitazione su un sito web, e necessito di un consiglio. Dovrò trasferirmi a San Francisco con la mia famiglia, luogo per me assolutamente sconosciuto. Da un alto sento che potrebbe costituire una grande opportunità, dall’altro ho tante paure.Non so se lì potrò continuare la mia carriera, quali sono le modalità in cui funziona il teatro e lo show-business in generale… Sono una brava attrice, immodestamente so di avere talento ma ancora tanto da imparare, tuttavia pur essendo intonata non posso qualificarmi come cantante, o come ballerina: e dall’Italia sembra che tutti gli attori americani siano completi. Se anche volesse darmi pochi consigli di base su come potrei introdurmi, anche partendo dal basso, in quel circuito le sarei davvero grata. Quali sono i primi step di un attore italiano? Grazie davvero. Elisa (Novembre 2010)

R: Carissima Elisa,ti darò più di un consiglio richiestomi. Per trasferirsi all’estero (San Francisco) non fare come molti italiani che credono si possa fare l’artista di un certo livello solo parlando bene la lingua inglese. Nella mia esperienza in mezzo mondo, insegnando ad artisti numero Uno, attori, cantanti di Cinema e Teatro, come avrai visto nell’elenco dei professionisti che si sono formati o perfezionati con me – oltre alle Regie di Prosa e Musical d’Autore – dovresti avere una marcia in più. Il trasferimento a San Francisco è interessante, e sono due le cose che potresti fare: la prima, se sei preparata bene provare a fare delle audizioni, la seconda perfezionarti con un metodo moderno (attenzione riguardo l’Actors Studio, dicono in America, che l’attore nevrotico è finito da 30 anni) e arrivare ad avere un certo spessore e talento vero. Dopo il perfezionamento trovare un buon agente. Quello che tu dici “dall’Italia sembra che tutti gli attori americani siano completi”, essendo io un eretico e all’avanguardia nel mondo dello spettacolo italiano, l’ho sempre chiarito ai miei attori. Ad Hollywood ho dimostrato con la mia metodologia quello che pensavo: in poche parole si deve diventare talentoso in una delle proprie qualità, attore, cantante, ballerino etc… farsi un nome e con una buona guida in seguito si può cercare di essere completi. Non ci sono attori di cinema che non abbiano fatto teatro, non è come in Italia.

 

D: Io voglio fare l’attrice: è da quando avevo 6 anni che lo desidero.. Ma posso farlo senza un diploma? Temo proprio di no.. ho 16 anni e quest’anno ho lasciato la scuola.. perchè non faceva per me.. le uniche materie che studiavo erano storia, inglese e italiano.. erano le uniche che mi piacevano e che mi interessavano.. e ogni giorno che passa non faccio altro che commiserarmi su quanto mi sarabbe piaciuto andare in una di quelle scuole superiori di recitazione e magari diventare qualcuno.. perchè se avessi studiato in una di quelle scuole, mi sarei impegnata tantissimo e non avrei mollato per nulla al mondo.. Al massimo se non farò l’attrice finirò a fare la barista, ma vorrei tanto riuscirci anche perchè è impossibile.. non basta il talento: non voglio sprecare un sacco di anni a fare provini che finiranno sempre con il classico”le faremo sapere”.. voglio sapere se ci sono dei corsi di recitazione, corsi non scuole, dove posso avere la minima possibilità di entrare.. E voglio saperlo adesso, perchè preferisco una durà verità piuttosto che una vita fatta di illusioni. (Isabella – Aprile 2010)

R: Gentile Isabella, siamo nel campo dell’Arte, l’attore è un artista; la storia è piena di grandi artisti che non hanno studiato in età giovanile o ad inizio carriera, però trovando la motivazione che ognuno di noi ha e la fortuna di trovare una vera guida, che ti faccia prendere la “coscienza artistica” oltre alla tecnica per lo meno di base, puoi fare quello che sogni; contemporaneamente si deve amare la cultura, senza la quale non siamo nessuno. Quando muore un vero artista si ferma un paese, il mondo, per esempio il nostro Alberto Sordi, o lo svedese Ingmar Bergman. L’enorme esperienza, come lei avrà visto nel mio sito, facendo corsi sia in Italia che all’estero, mi permette di dare indicazioni sulla strada da prendere, senza perdere tempo nel millennio in cui viviamo. Io ho rivoluzionato, in Italia e anche fuori, la credenza che un diploma o una laurea universitaria possano fare un artista; la vera laurea è interna cercando sempre la conoscenza per la quale si vive. Oggi per voi giovani è molto difficile perchè c’è la congiura dei mediocri e tutto si basa solo sui sensi, nessuno parla di virtù. Nel Centro di recitazione CLESIS Arte-Roma dove sono Direttore Artistico c’è la possibilità di frequentare corsi brevi, trimestrali o annuali.

 

D: Buonasera. Sono una cittadina straniera, vorrei diventare un attrice di valore, é possibile anche se non so cantare? Grazie della risposta. Zuzana (Marzo 2010)

R: Come ho già risposto (ved. di seguito C.M. risponde All Casting – Settembre/Ottobre 2008) per diventare attrice professionista non è necessario saper cantare. Nella mia metodologia e nella lunga esperienza con grandi attori, insieme alla tecnica della recitazione e interpretazione si impara il canto. Molti attori oggi famosi, anche stranieri, con il V.D.A.M. hanno migliorato e perfezionato la lingua italiana e anche la loro lingua madre.

 

D: Buongiorno, sono Caterina e ho 19 anni. Ho sempre desiderato studiare recitazione da quando ero bambina, ma purtroppo vivo molto lontana da Roma, in una città dove non esiste alcun corso di recitazione e nessuna possibilità di coltivare questa passione. Quello che volevo sapere da lei, è se per affermarsi e per poter studiare recitazione è necessario trasferirsi a Roma con tutte le spese e le difficoltà che questo cambiamento comporta. Inoltre vorrei sapere se è possibile affiancare gli studi di recitazione a quelli di giurisprudenza che sto portando avanti. Il mestiere dell’attore come lei ben sa è piuttosto incerto e vorrei avere una laurea alle mie spalle che costituisca una certezza per il futuro. La ringrazio qualora volesse rispondere alle mie domande. Caterina (Febbraio 2010)

R: Gentile Caterina, da tanti anni, come Lei sa, ho formato attori dai primi passi, come avrà visto nel sito. Molti ragazzi si trovano nella sua stessa condizione. Sono Direttore Artistico della Scuola CLESIS ARTE – S.T.C.M. (Studio Teatro Carlo Merlo) unica scuola che da decenni forma giovani attori senza che interrompano i loro studi e quasi tutti studiano come lei giurisprudenza. Non so dove abiti ma i ragazzi che hanno frequentato e frequentano la Scuola, che svolge le lezioni di sabato pomeriggio, incredibile, vengono sia da Venezia o dalla Calabria, senza trasferirsi a Roma, perchè la metodologia moderna V.D.A.M. di recitazione permette di realizzare la carriera artistica senza tralasciare altri studi intrapresi. Per esempio a Los Angeles, Hollywood, dove io ho insegnato ci sono tanti ragazzi bi-laureati in materie diverse a quelle dell’attore.

D: Caro Maestro, sento spesso parlare dell’Actor Studio… mi piacerebbe sapere in cosa consiste e perchè è così rinomato… soprattutto perchè da lì sono usciti fuori tantissimi attori di alto livello!! Grazie. Milena Monterotondo (RM)

R: Gentile Milena, come lei saprà, ho insegnato oltre che in Italia anche all’estero, dall’Occidente all’Oriente, ed ho avuto modo di confrontarmi con tutti i metodi di insegnamento sulla tecnica dell’Attore. L’Actor’s Studio con il suo metodo basato sul Metodo Stanislavskij, negli Stati Uniti, è stato frequentato da Marlon Brando e altri famosi attori, che però già erano dei talenti. Era molto rinomato, ma da trent’anni non se ne parla più, dalla East-Coast alla West-Coast dell’America, perchè “speculava con le emozioni delle persone” come ha dichiarato John, figlio di Lee Strasberg direttore dell’Actor’s Studio. Da allora si dice: “E’ finita l’era dell’Attore nevrotico”. Solo in Italia se ne parla ancora, le consiglio di approfondire la Scuola del Grande Attore europeo, purtroppo oggi in via di estinzione.

 

D: Salve, una domande per il Prof Merlo… io vorrei fare l’attrice, ma mi hanno sempre proposto parti da “bella statuina”, valletta, immobile, sorridente e nulla più… secondo lei mi conviene accettare queste parti per cercare poi di entrare nel mondo del cinema o è meglio rinunciare e aspettare l’occasione di partecipare ad un film? Grazie mille. Sara Splendiani

R: Cara Sara, arrivano tante domande in Italia simili alla tua. L’Attore è un’Artista. Nessuna letterina, valletta, show-girl, conduttrice, etc etc… è mai diventata Attrice con la A maiuscola. Va bene, se hai una bella figura, però quello che devi fare è essere sincera con te stessa, essere sicura sei hai l’indole, la passione, per questo mestiere. Dovresti prima di tutto, come qualsiasi lavoro, studiare, fare la tua tecnica attoriale, avere la fortuna di trovare un vero Maestro, che non ti faccia perdere tempo e così non sarà un’illusione poter essere una Star. Secondo me, cerca di stare attenta a non bruciarti con delle piccole parti.

 

D: Ciao, volevo sapere se esistono tecniche precise per “piangere” in scena, o mentre si gira un film, o se si ricorre a trucchetti per far lacrimare gli occhi. Grazie. Stefania, Milano

R: Cara Stefania, un vero Attore ossia un vero Artista deve conoscere la tecnica, però in seguito, come spiego nel mio trattato in preparazione “L’Arte della Voce e dell’Interpretazione”, è sincero nella finzione. Molti attori e registi, certo non di grande spessore, utilizzano dei trucchetti vari per le lacrime o il piangere, come per esempio l’uso della cipolla.

 

D: Ciao mi chiamo Linda, ho 17 anni e vorrei intraprendere la carriera di attrice… vorrei iniziare a fare dei provini e volevo chiedere al maestro se bisognava andare preparati, prepararsi delle scene prima da recitare, e in generale volevo sapere come si svolge un provino per un ruolo nel cinema. Lilybet, Rieti

R: L’Italia è l’unico paese dove una professione Artistica si può iniziare senza una base, purtroppo. Tu, cara Linda, vuoi diventare un’attrice – un’artista – che è molto diverso rispetto ad altri mestieri dello Spettacolo, come per esempio letterine, veline, showgirls varie… non sono artiste. Tu mi dirai come mai tante “attrici” sono famose e non hanno mai studiato? Difficilmente rimarranno nella memoria. Bene, tornando al discorso artistico, ci vuole oltre al talento, una preparazione minima di base per affrontare un buon provino per un ruolo cinematografico. La mia esperienza ti può consigliare di non perdere anni preziosi e di continuare a studiare, mentre ti perfezioni come attrice. In America, Hollywood, dove ho insegnato, mi sono trovato davanti attori molto noti che erano bi/laureati. La cultura, oltre alla tecnica, è necessaria.

 

D: Mio figlio vuole frequentare una scuola di recitazione, ce ne sono tantissime a Roma, di tutti i prezzi, ma come si fa a scegliere una scuola professionale, ci sono requisiti da richiedere?Rosa

R: Cara Signora, ha ragione, oggi con Internet c’è molta confusione. Anni fa c’erano a Roma una decina di scuole di recitazione, adesso sul web ce ne sono 299!!! Una buona Scuola di Formazione Professionale, oltre ad essere riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con Diploma – Attestati Italiani, deve avere una metodologia moderna collaudata, con un responsabile di riconosciuta serietà ed esperienza, con allievi ed ex-allievi affermati nel mondo dello Spettacolo.

 

D: Ho 18 anni e mi interessa la Regia. Desidero frequentare un Corso Professionale, di che tipi sono, quanto durano? Paolo, Messina

R: Caro Paolo, nella tua breve domande non specifichi che tipo di Regia, sebbene presumo sia cinematografica. Anche in questo ambito ci sono diversi tipi: sportiva, scientifica etc etc… penso che tu parli di quella per lavorare con attori. In questo caso dovresti fare, come fanno all’estero, un corso parallelo di recitazione, così saprai che cosa vuol dire lavorare con “Artisti”. Ci sono Corsi trimestrali e biennali con Diploma. L’impiego della macchina da presa, le luci etc… non sono dei problemi, invece è molto importante conoscere l’Interpretazione Scenica moderna.

 

D: Voglio fare l’Attore in lingua. Posso correggere una forte inflessione dialettale? Nicola, Foggia

R: L’esperienza insegna. Ho avuto allievi che in breve tempo hanno corretto la dizione; alcuni dialetti per esempio veneziani, pugliesi, calabresi, toscani, siciliani, sardi richiedono del tempo. Molti attori conservano in famiglia la cadenza però recitando sono neutri.

 

D: Il passaggio da dilettante a professionista è facile? Giulia, Latina

R: Non è facile il passaggio. Dipende dalla propria capacità interpretativa. Ci sono “professionisti” che sono dilettanti, a volte è più importante la bella figura che non una vera interpretazione, come accade nelle commedie popolari o in certe fiction. Ma se parliamo di Attori-Artisti, pur essendo un buonissimo dilettante si richiede uno spessore interpretativo per essere un professionista.

 

D: Per fare il doppiatore serve solo una bella voce? Francesca, Roma

R: In tanti anni come insegnante totale di recitazione e voce, distinguo due tipi di tendenza al doppiaggio: la prima è quella in cui ci si sente sicuri nel buio della sala di doppiaggio e si ha solo il piacere di imitare attori, animali e cose; la seconda è quella in cui si sente la tendenza attoriale vera, però sentendosi insicuri, credono sia la strada giusta. I primi non capiranno mai l’impegno che richiede la tecnica di un artista, basta fare un breve corso di dizione e basta! I secondi scoprono la vera arte interpretativa e diventano attori.

 

D: L’Attore cinematografico può fare qualsiasi ruolo? Roberto, Torino

R: In tutto ci vuole un’educazione, in questo campo specifico sapere che cosa è un attore e quali sono i ruoli che può interpretare è fondamentale. Attori di commedie brillanti come ad esempio il famoso attore americano Cary Grant o la nostra Monica Vitti, hanno fatto tanti ruoli, però sempre nel campo della commedia brillante. Oggi, per esempio, nel cinema internazionale, un attore come Brad Pitt bravo in tanti ruoli drammatici moderni, non è andato molto bene nel ruolo drammatico, anzi quasi tragico, del film “Troy”.

 

D: Dicono che ho talento per fare l’attrice. Devo studiare molto? Viola, Lucca

R: Questa è una domanda che solo in Italia ci si pone. Facendo stages in tanti paesi in Europa, in America, in Asia ho potuto constatare che nell’ambiente dello spettacolo e in modo particolare nel cinema, non si accetta nessun aspirante attore che per lo meno non abbia almeno due anni di una buona formazione in una scuola riconosciuta di recitazione o un maestro con una vera esperienza artistica.

 

D: Per affrontare i provini per il cinema è necessaria una preparazione artistica di base? Alessandra, Cagliari

R: Siamo seri, una “Produzione Artistica” dovrebbe riconoscere una preparazione minima di base effettiva, per far debuttare, con possibilità futura di carriera. Essendo in gioco la carriera sognata di tante persone, come qualsiasi professione ci vuole una preparazione, per non andare a ingrossare la massa di migliaia di ragazzi che perdono anni preziosi dietro i provini.

 

D: E’ possibile individuare nel dialogo maestro-allievo un fondamento formativo dell’arte scenica? Clemente, Napoli

R: Si, è fondamentale per tramandare l’esperienza acquisita da un vero Maestro Artista all’allievo con talento e indole adatta. In Oriente le Scuole tradizionali per l’Attore come il Teatro Nō , il Teatro Tabuki, il Kathakali, l’Ankiya Nat di Assam, sono immutabili nel tempo, in Occidente, invece, le Scuole Tradizionali come la Comédie-Française o la Royal Shakespeare Company non ottengono risultati artistici come nel passato, e altre Scuole cambiano in continuazione teorie e metodi, ad esempio Metodo Stanislavskij poi Actor’s Studio, Grotowski, Living Theatre, Mejerchol’d, eccetera eccetera… La vera Scuola occidentale viene dall’antica Grecia, in modo particolare l’Attore Tragico, ormai estinto in tutto il mondo; ultimi esempi Vittorio Gassman, Elena Zareschi e Irene Papas, quest’ultima unica vivente.

 

D: L’attenzione al corpo e alla voce, ma soprattutto ad un’idea di teatro, ha determinato differenze culturali, vivacità ed intensità espressive. L’arte dell’attore è stata da sempre arte di “bottega”. La definita, e quasi definitiva omologazione dei nostri tempi, può prevederla come tale? Clemente, Napoli

R: La domanda è un po’ confusa, ma cercherò di risponderle in maniera molto molto sintetica. Oggi la recitazione nel cinema e nel teatro dovrebbe essere un’arte “artigianale” ma l’avvento dell’era tecnologica ha seppellito la vera tecnica artistica fatta con un maestro. Può essere anche un lavoro collettivo, ma individuale.

 

D: Oggi ci sono tanti metodi, scuole, trasmissioni televisive per l’Attore. Sa consigliarmi degli esercizi in cui posso esercitarmi da solo? Daniela, Roma

R: Essendo la Recitazione e il Canto un’Arte che dovrebbe formare un protagonista, un virtuoso, non si può imparare per corrispondenza, per Internet, con cd o dvd, o attraverso programmi televisivi eccetera… Si possono fare esercizi da soli sotto la guida controllata di un Maestro che abbia una didattica collaudata.

 

D: Alcuni mi dicono che sono brava, ma io non mi sento sicura. Come faccio a sapere se ho talento? Ho 28 anni. Caterina, Milano

R: In questo mestiere per fortuna l’età non conta. Per sapere che grado di talento si ha, ognuno deve sviluppare una coscienza artistica propria, perchè il parere degli altri è soggettivo. Per alcuni puoi essere brava, anzi bravissima, però la realtà magari è ben diversa, solo il tempo dirà se siamo arrivati a un buon livello artistico. Anche qui è importante la fortuna di incontrare una vera guida esperta.

 

D: Mi è capitato di fare alcuni provini per il cinema. Tutti parlano di “entrare nel personaggio”. Ma cosa vuol dire realmente e come si fa? Nicolò, Palermo

R: Utilizziamo queste parole in modo non corretto. Parlando sempre dell’Attore con la “A” maiuscola, non è che si entra in un personaggio, si deve “essere” il personaggio, che è ben diverso. Nel mio Manuale “L’Arte della Voce e dell’Interpretazione Scenica” di prossima uscita, spiego questo concetto in modo molto esaustivo, brevemente: per sviluppare il personaggio oltre ad avere una buona tecnica attoriale, si approfondiscono tre fasi teoriche: riflessione, meditazione e intuizione artistica, che danno come risultato la conoscenza e la creatività di ogni personaggio, come dimostrato con innumerevoli professionisti in Italia e all’estero.

 

D: Che differenza c’è fra la Scuola europea e quella americana dell’Attore? Maila, Bologna

R: Durante la lavorazione del film “Il Maratoneta”, con due grandi attori protagonisti, Laurence Olivier spiegava a Dustin Hoffman, che non era necessario per interpretare il personaggio del maratoneta alzarsi presto tutte le mattine e correre per molto tempo intorno al caseggiato, perchè l’attore europeo, grazie alla tradizione e all’intuizione, non ha bisogno di “vivere” personalmente la situazione. Altri esempi americani: il grande Robert De Niro in “Taxi Driver” o lo stesso Hoffman in “Rain Man”. Non è necessario andare al Polo Nord per interpretare un eschimese. Questa è la differenza sostanziale, non vuol dire che non si abbiano risultati altamente artistici, ma noi non dobbiamo imitare nessuno.

D: Che differenza c’è tra un Comico e un Attore?

R: Brevemente. In tutto il mondo, dall’epoca classica fino ai nostri giorni, un puro comico può diventare un attore, un esempio è Peter Sellers. La differenza è che il comico è sempre sè stesso qualsiasi personaggio interpreti, invece l’attore, quello di grande spessore artistico, è sempre diverso nelle sue interpretazioni.

 

D: Perchè quasi tutti i più bravi attori, uomini o donne, hanno fatto teatro?

R: All’estero quando, come unico docente italiano all’UCLA (Univesità California Los Angeles di Hollywood), mi raccontavano, ed erano meravigliati, che il noto attore Tom Hanks, Premio Oscar, era l’unico ha non aver fatto teatro. In realtà lo aveva fatto, ma subito è passato alla televisione. Comunque, non solo in America, anche in Inghilterra o in Giappone tutti hanno una formazione di base teatrale. La VERA recitazione sul palcoscenico permette qualsiasi interpretazione, sia cinematografica che televisiva. Se guardiamo i nostri più bravi attori attuali (non parliamo del passato!) Gigi Proietti, Sergio Castellitto, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Sergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Raul Bova, Licia Maglietta, Margaret Mazzantini, Toni Servillo, etc etc… vengono tutti da una vasta esperienza nel teatro di prosa.

 

D: Posso fare palestra e contemporaneamente recitare?

R: No a livello agonistico. C’è una grande incompatibilità, altrimenti un grande campione olimpico sarebbe un buon attore. Non esiste nella storia dello sport, né campione né campionessa di qualsiasi specialità, che siano diventati artisti, in modo particolare Attori, di Alto Livello. Attenzione, questo non preclude di fare esercizi mirati a migliorare il fisico che in un Attore deve essere sano e armonioso. Ho avuto come allievi uomini e donne, anche direttori di palestre, p.e. di body building, aerobica ed altre, il cui corpo purtroppo non era flessibile ai sottili cambiamenti fisici e interiori necessari per una buona interpretazione artistica.

 

D: E’ importante il controllo della respirazione per un Attore?

R: La respirazione, insieme alla parola, alla dizione, al movimento e all’emotività, è uno dei fattori chiave per la tecnica attorale. Oggi con l’uso generalizzato dell’amplificazione microfonica, anche in piccoli spazi, l’emozione di un Attore, per esempio un urlo o una risata stentorea o un monologo di spessore, non ha un bel risultato artistico.

 

D: Ho fatto molti anni di danza, mimo e yoga, però non raggiungo credibilità nella recitazione. Perchè?

R: Non è lei sola ad avere questi risultati. Prima è da vedere come ha svolto queste discipline, perchè molti esercizi sono contrari alla tecnica di un attore, possono alterare la struttura muscolare, la respirazione artistica e la voce. E’ molto importante che un insegnante abbia una conoscenza della recitazione in tutti i suoi aspetti, fisiologici e psicologici, per indirizzare un attore professionista o un allievo attore, senza creare tante speculazioni emotive-mentali, che non fanno altro che condizionare al negativo.

 

D: Per un attore, qual’è la tecnica per mantenersi sempre in allenamento?

R: In un attore la tecnica si può dire è infinita. Si presuppone che l’attore deve essere un artista, come i grandi interpreti del passato. Louis Jouvet, uno dei più grandi nella storia del teatro e cinema francese, morente disse: “Che peccato, adesso che incominciavo a capire che cosa è l’attore…”. Un altro grande attore del cinema mondiale Paul Newman, che recentemente ci ha lasciati, dopo i 70 anni disse: “Adesso incomincio a capire che cosa vuol dire recitare”. La tecnica quindi si migliora con il tempo: alcuni dicono che ci vogliono 20 anni, altri addirittura 48 ore, io dico, data l’enorme esperienza, che c’è chi in poco tempo può iniziare la carriera, chi in più tempo, però come dice il grande Eduardo: “Gli esami non finiscono mai”.

 

D: Perchè Attori come Vittorio Gassman, Eleonora Duse, Anna Magnani, Salvo Randone, Greta Garbo, Alberto Sordi ect… rimangono nella memoria collettiva?

R: Perchè sono attori di un grande spessore artistico, sono virtuosi, intramontabili, con la loro indole sono arrivati alla vera coscienza artistica, tramandata dai veri maestri, anch’essi oggi molto rari.

 

D: Qual’è la formazione Artistica dell’Attore di oggi nell’era tecnologica?

R: La Formazione Artistica dell’Attore del Terzo Millennio è contaminata troppo dalla super tecnologia, trascurando, per mancanza di guide veramente esperte, che il lavoro dell’Attore è artistico, artigianale, personale, è abilità virtuosa.

 

D: E’ necessaria una prestanza fisica?

R: Solo in Italia negli ultimi anni si guarda più al contenitore che al contenuto. Ma questo è un argomento che approfondiremo in futuro.

 

D: Per essere considerati Attori completi bisogna oltre che recitare anche saper ballare e cantare?

R: Questa mania di imitare grandi attori stranieri, come per esempio, Fred Aster, Gene Kelly, Frank Sinatra, Liza Minelli, Ginger Rogers, Marylin Monroe etc etc… in Italia deve essere approfondita. Nella cultura per esempio americana si deve prima essere bravo in una disciplina artistica: per esempio saper ballare e dopo recitare e cantare, o cantare dopo recitare e ballare, e così via.

 

D: Qual’è il tempo necessario per raggiungere una buona tecnica professionale?

R: Il tempo necessario varia da persona a persona. Importante, oltre alla tecnica, è la presa di coscienza di questo mestiere. Il tempo minimo è di almeno due anni di studi teorici e pratici insieme a esercitazioni sceniche con un collaudato, serio insegnamento.

 

D: Che differenza c’è fra un Attore di Cinema, di Teatro e di Televisione?

R: In realtà all’estero non ci sono differenze perchè l’Attore è uno; invece in Italia, brevemente, abbiamo l’attore di fotoromanzo, il comico che può diventare attore, il radiofonico, di fiction, di cinema, di teatro, da non confondere con cabarettisti e animatori e artisti di strada.

 

D: Quali sono le caratteristiche di un Attore di commedia e di dramma?

R: Prima di tutto ci sono diversi tipi di commedia, alcuni esempi: la commedia contemporanea con vari intrecci e caratteri, la commedia all’italiana, ad esempio di Monicelli e di De Filippo, la commedia di costume etc… Il dramma invece può essere moderno, borghese, classico etc… A grandi linee, un bravo attore di commedia brillante difficilmente impersonerà ruoli drammatici, come ad esempio se si interpreta Goldoni difficilmente interpreterà Pirandello.

 

D: Si nasce o si diventa Attore? E l’Attore ha età?

R: Con la mia lunga esperienza, e la tradizione ci insegna, l’Attore Artista per eccellenza ha tre caratteristiche: talento, intelligenza, sensibilità, all’interno delle quali ci sono infinite sfumature. C’è l’attore che nasce con queste qualità e c’è chi può acquisirle con lo studio e la valida esperienza. Un esempio: ho visto arrivare alla notorietà molti professionisti con poco talento, molta intelligenza e poca sensibilità, tanti altri con molto talento, poca intelligenza e molta sensibilità non sono arrivati